L’approccio “impact driven” rappresenta un modo di pensare a qualsiasi strategia ed esecuzione che inizia dagli obiettivi finali o dagli impatti desiderati per poi lavorare a ritroso verso le azioni necessarie per raggiungerli. Questo contrasta con l’approccio tradizionale dove il processo inizia dalla situazione attuale e procede attraverso passi incrementali per raggiungere un obiettivo, che spesso è “fare le cose”.
L’approccio impact driven inizia con una visione chiara dei cambiamenti finali desiderati siano essi risultati specifici per l’utente, impatti sociali, traguardi di sostenibilità, ecc.
Pianificazione a ritroso
Una volta definito l’impatto desiderato, si pianifica a ritroso per identificare quali azioni, risorse, e strategie sono necessarie per raggiungerlo. Questo approccio consente di concentrarsi solo sulle attività che contribuiscono direttamente agli obiettivi finali, riducendo il rischio di distrazioni sulle cose da fare non necessarie.
Focus sull’impatto
Gli sforzi e le risorse vengono allocati in modo da massimizzare l’impatto desiderato. Le decisioni sono guidate dalla domanda: “Cosa è necessario per realizzare questo obiettivo?”.
Agilità e adattabilità
Questo approccio permette di rimanere flessibili e di adattare la strategia man mano che si procede, basandosi sui feedback e sui risultati ottenuti, mantenendo sempre l’obiettivo finale come guida.
Un esempio, la pianificazione di una vacanza
Immaginiamo di pianificare una vacanza con l’obiettivo finale di “vivere un’avventura indimenticabile vivendo a contatto con la natura”. Immaginiamo di seguire due approcci diversi. Uno più orientato all’obiettivo, l’altro più tradizionale teso a minimizzare i rischi e a percorrere strade sicure.
Vacanza organizzata secondo approccio impact driven
- Valutazione del rischio: anche con un obiettivo finale ambizioso, valutiamo attentamente le destinazioni in base alla sicurezza, alla facilità di accesso e alla stabilità politica. Selezioniamo le attività che offrono avventura ma con organizzatori affidabili e recensioni positive.
- Pianificazione flessibile: Organizziamo il viaggio con un certo grado di flessibilità, includendo assicurazioni di viaggio e opzioni cancellabili, per mitigare i rischi imprevisti.
- Decisioni informate: Ogni scelta è ponderata per assicurare che l’avventura non si trasformi in un’esperienza negativa, bilanciando l’obiettivo di un’esperienza indimenticabile con la minimizzazione dei rischi.
Vacanza organizzata secondo approccio tradizionale
- Valutazione del rischio conservativa. Si inizia con un budget e una finestra di tempo, ma diamo la priorità a destinazioni popolari e ben recensite, dove molte altre persone hanno già viaggiato con successo. Questo minimizza il rischio di sorprese negative.
- Attività conosciute. Si selezionano attività familiari o raccomandate da amici e familiari, piuttosto che avventurarsi in esperienze nuove e potenzialmente rischiose.
- Pianificazione sequenziale e sicura. Seguiamo un itinerario ben strutturato che molti altri turisti hanno percorso prima di te, assicurandoti che ogni tappa del viaggio sia prevedibile e controllata.
Come si nota, l’approccio impact driven, pur mirando a realizzare un obiettivo finale ambizioso, non è un salto nel vuoto. Si valutano i rischi e si pianifica in modo da minimizzarli senza rinunciare all’obiettivo di un’esperienza indimenticabile.
D’altra parte, l’approccio tradizionale, focalizzato sulla minimizzazione del rischio, tende a preferire le opzioni sicure e provate, potenzialmente a scapito di esperienze uniche e personalizzate. Questo approccio è particolarmente adatto a chi preferisce la sicurezza e la prevedibilità rispetto all’avventura e alla scoperta.
Ovviamente, nella realtà non è tutto biano o nero. Molti di noi pianificano le vacanze utilizzando entrambi gli approcci, con dosi che possono variare nel corso del tempo (da giovani si è più incoscienti), del contesto (se si hanno bambini si è molto conservativi) e dello stesso viaggio. Allo stesso modo, prendiamo decisioni utilizzando diversi approcci anche perché influenzati dal contesto. Il punto è esserne consapevoli e non aspettarsi di conseguire un risultato con approcci che non hanno funzionato mai in passato. Banale, ma è quello che succede (quasi) sempre.

