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Chi lavora nel marketing di una destinazione turistica prende decisioni ogni giorno. Alcune sono veloci e operative: un post da pubblicare, un visual per la campagna di primavera, una proposta di co-marketing da valutare. Altre sono più pesanti: dove investire, come distribuire il budget, quali mercati presidiare.

Il problema è che troppe volte queste decisioni vengono prese d’impulso: per urgenza, per pressioni esterne, o perché “si è sempre fatto così”. Il risultato? Tempo e risorse sprecate, attività che non lasciano traccia, una strategia che si riduce a un collage di azioni scollegate.

Il marketing di destinazione, invece, ha una missione precisa: costruire e rafforzare gli asset di mercato che rendono una destinazione più accessibile e memorabile. Per riuscirci serve metodo: distinguere tra decisioni di governance, strategiche, tattiche e organizzative; chiarire chi decide cosa, con quali risorse, e con quali criteri.

Il modello EME nasce per questo: una bussola semplice ma robusta che aiuta i destination manager a orientarsi. Non propone ricette preconfezionate, ma un sistema per leggere il contesto, definire priorità, misurare risultati e trasformare le urgenze quotidiane in azioni coerenti con una strategia condivisa.

In un settore sempre più competitivo, navigare senza rotta non è un rischio: è un lusso che le destinazioni non possono più permettersi.

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Le decisioni nel marketing di destinazione, una bussola per orientarsi. Scopri di più!

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